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PowerBook G4 (Titanium)
Referente: Eugenio MORASSI e Nero BERRI
PowerBook G4 (Titanium)
Alla sua presentazione Steven P.Jobs, CEO di Apple Computer Inc. ha parlato di Sexy Technology. Se siamo d'accordo sul termine sexy non necessariamente applicato,
dovremmo intendere un qualcosa in grado di far vibrare i nostri sensi. Non un qualcosa di razionale (la mente non fa parte dei sensi, infatti), un qualcosa di emotivo.
Se siete in vena di grandi emozioni, a partire dallo scartare questo oggetto e prima ancora di iniziare ad usarlo, avete fatto la scelta giusta, ma se avete contato i
'se' in questo breve paragrafo, leggete oltre...
Indice
- Il Ritorno di Risoluzione Impossibile...
- Un parto cesareo
- E' un portatile? (2.2 chiloghrammi di quarta generazione)
- PowerBook Ti (DVI): Alimentatori difettosi
- Bibliografia & Link
- Copyright e Licenza
Il Ritorno di Risoluzione Impossibile...
Ricordo ancora le risoluzioni naïf cui sono stato costretto come utente di lunga data di un Mac portatile; il PowerBook Duo aveva originariamente un bel monitor a
16 grigi in 600*480 e tagliava allegramente quei 40 pixel verticali e conformisti d'avanzo che si potevano riconquistare con un monitor esterno (256 colori!). Quindi
quando lo si staccava dal MiniDock (la più bella idea nella storia dei portatili) spariva il Cestino. Uno dei miei primi AppleScript eseguiva un Riordina della
Scrivania per ri guadagnare le icone perse... Tempi passati, invano. Sul Titanium troviamo un bel monitor da 15 pollici di diagonale che non
è un 15 pollici, ma solo uno alto come un 14 e largo come un 16. Utilità? il 16:9 per quelli che non possono permettersi il Cinema Display e si gustano
un DVD con ustione delle gambe dopo una ventina di minuti. Le risoluzioni sono dunque: 1152*768, 896*600 e 720*480 per vedere lo schermo alla sua naturale
capacità ed un minimo di proporzione. Poi con l'introduzione dei modelli DVI nel terzo quarto 2002 il casino si complica: la risoluzione "normale" diventa
1280 * 854, ovvero quella del Cinema Display a bassa risoluzione. No, dico... Se invece avete nostalgia dei film anni settanta con due belle righe sopra e sotto e
la voce da fuori schermo nei duelli werstern, potete cercare di riviverne l'atmosfera (in verticale, però) portando il Titanium alle risoluzioni
tradizionali (una parola che è una bestemmia per chi fa di Think Different uno slogan, lo capisco) di 1024*768, 800*600 e 640*480 e appendere i Post-IT
ai lati dello schermo sulle due striscione nere che ne risultano. Come dice Napo Orso Capo: "Non 'zo come fa ma..." E' bene che lo facciano?!

Un parto cesareo
L'annuncio del PowerBook G4, non era stato tanto l'annuncio dell'uscita di un nuovo prodotto, quanto l'annuncio della sostituzione di uno ritenuto intoccabile. Il
"vecchio" PowerBook G3, che oggi è vivo e vegeto con il solo schermo un po' dimagrito nei panni del nuovo iBook, e poi redivivo con la versione a 14", è stato nella storia di Apple e dell'informatica in genere, un punto
zero, un campione su cui tarare la metrica del nostro modo d'intendere un personal computer portatile. Progettarlo ed affinarlo senza alcuno stravolgimento nel corso
della sua longeva esistenza (dalla serie WallStreet alla serie Pismo passando per il Lombard), renderlo difficilmente perfettibile nei parametri richiesti ad un
portatile prima, ad un PowerBook poi e ad un Mac infine ha carattetizzato il produttore forse tanto quanto l'iMac, che ne ha indubbiamente decretato il ritorno al
mercato col segno più. Leggerezza, dotazione, connettività, sopravvivenza senza alimentazione, espandibilità, robustezza, fermo macchina per
malaugurati guasti. Questi in sisntesi i requisiti di un portatile. Personalità, eccellenza di materiali e dotazioni, design le caratteristiche di un PowerBook.
Family feeling, amichevolezza dovuta e non concessa, insieme ad esclusività le caratteristiche di un Mac. Stiamo ancora parlando del PowerBook G3, ma ora
applichiamo queste definizioni al Titanium e vediamo se ancora una volta il puzzle ha tutti i pezzi e se si se combaciano.


E' un portatile? (2.2 chiloghrammi di quarta generazione)
Che il peso del Titanium sia da portatile non c'è alcun dubbio. Rischio di ripetermi ma parlare di "Book" quando un oggetto si avvicina alla
bidimensionalità sembra essere una forzatura. Il PowerBook G4 pesa davvero poco per quello che porta in dotazione, ma segue la tendenza dei portatili del terzo
millennio di perdere l'altezza per guadagnare (o dovremmo dire occupare) larghezza. Rimanendo la profondità dell'oggetto quasi immutata rispetto ai predecessori
prossimi, ne risulta un parallelepipedo tendente al 16:9, una misura non esattamente confortevole da portare, che entra al limite in molte borse portacomputer
tradizionali e non è ancora ben recepita dai produttori. Delle sue dimensioni il responsabile principale è il bellissimo schermo da 1152*768 pixel,
una sorta di Cinema Display da passeggio. Scuserete se non cito il fatto che l'LCD è un 15 pollici, per evitare che vi aspettiate l'equivalente dello Studio
Display da tavolo; La maggiore diagonale è stata ottenuta allargando lo schermo e non ingrandendolo. Ne segue che la dimensione verticale dell'oggetto è
identica al 14 e rotti. Questo si traduce in una maggiore area per le finestre sull'orizzonte e nella possibilità di vedere i DVD Video nel loro formato
elettivo, senza correzioni o fastidiose bande nere tutt'intorno. Relativamente alle risoluzioni potete leggere nel paragrafo a loro
dedicato. Se l'esemplare in vostro possesso ha un monitor perfetto senza alcun pixel bruciato siete fortunati, visto che fino a tre viene considerato fisiologico
del processo produttivo. L'LCD ha una luminosità pressoché costante su tutta la superficie, con leggeri cali (questi si fisiologici!) in
prossimità degli angoli. Quasi nulla la sensibilità della visuale all'angolo di osservazione, nessun risentimento ai parametri ambientali (caldo, freddo,
umido), poca la sensibilità alla pressione sul monitor (avete presente le ditate da "metti questo qui sotto e sposta questo là"?!). Sua maestà
il display vi viene servito su un piatto di titanio. Le altre portate sono tastiera full size identica a tutte quelle che l'hanno preceduta salvo che per il colore
grafite e per la presenza di un nuovo tasto funzione (F12) associato all'espulsione del disco ottico, come sulle recenti Apple Pro Keyboards. Eccellente il feedback,
fastidiosa la collocazione a filo del piano metallico (sui vecchi sporgeva e rovinava il display, però...), perché costringe spesso le unghie a contatto
col titanio con l'uso dei testi superiori. Per la felicità dei possessori nessun tasto perimetrale tende a rimanere incastrato sotto il bordo, come a volte
capitava sui G3 o sugli iBook tondeggianti. Tastierino numerico e spie integrate al solito. Lettore CD/DVD interno a mangiadisco (slot-in) accessibile da una
ferita frontale sulla destra, che da tanto una brutta impressione di arrancamento (anche con il supporto acustico) in inserimento, per quanto di perfezione e classe in
espulsione. Scheda PCMCIA Type II con relativa espulsione servoassistita sulla sinistra. Ogni porta alla quale siete abituati e che vi aspettereste sul retro, con
l'unica tremenda ed incomprensibile sorpresa della singola FireWire, quindi due USB, una Ethernet 10/100BT, Modem interno 56K V90, Uscita VGA standard, Uscita S-Video
e porta infrarossi IRDA compatibile. Alloggiamento per cavo di sicurezza del cavo Kensington. Quanto a
connettività nessun piatto di nouvelle cuisine, ma certamente non avrete da lamentare il conto. E certamente come per i fratelli maggiori (d'età)
parliamo di un portatile nell'accezione più lusingiera se intendiamo la possibilità di non sentirsi con qualcosa in meno rispetto ad un desktop. Possiamo
inoltre gustare dischi da 10 o 20 GBytes e processori da 400 o 500 MHz di quarta generazione (Power PC 7400 o G4 se preferite) un minimo di 128 MBytes di RAM
espandibili ad un giga, predisposizione AirPort. Se lor signori gradiscono possiamo fornire sottofondo musicale...

PowerBook Ti (DVI): Alimentatori difettosi
Il problema, descritto al numero 0156 di aiutarsi, è un problema noto in casa
madre, ma sono vere due considerazioni che ne rendono la soluzione (dal lato Apple e dal lato Cliente) difficile: Vero che il problema NON è generalizzato, e
vero che la soluzione è avere un rivenditore abbastanza buono da consentire la prova "in casa" della macchina e del relativo alimentatore. Dunque: Il
problema, anzitutto è che le macchine affette non esistono, esistono gli alimentatori affetti. Che per uno scherzo del destino, poi, Apple abbia cambiato
alimentatore con l'uscita del Ti (Late 2002), ovvero i DVI 867 e GHz, ha distratto l'attenzione dal vero colpevole, facendo credere che fossero le macchine
difettose. Difatto, finché qualcuno come il sottoscritto che ha a portata di mano due Ti di diverse generazioni, non ha pensato di invertire gli alimentatori
e verificare che il difetto seguiva l'alimentatore e non la macchina, alcune discussioni di fantasia, anche su Apple
Discussions volevano che Apple fosse in procinto di rilasciare un FirmWare Update a correggere il problema. Di fatto, però, la discussione dell'argomento
proprio su ina mailing lista ospitata da un server ufficiale Apple, non può far dire alla casa madre di non essere al corrente del problema. D'altro canto
il problema Apple lo risolve alla sua maniera: mandate la macchina in assistenza. Quanti seguono il sottoscritto, sapranno che uno dei difetti che ho sempre
attribuito al PowerBook G4, sicuramente più fico di qualunque predecessore ma estremamente meno professionale, è quello che rotto un pezzo via
tutta la macchina in assistenza. Cosa FOLLE per che con la macchina ci lavora e peggio per chi col lavoro ci vive... In una caso di ordinaria burocrazia aziendale,
poi, Apple dice: hai un problema? manda tutta la sctola a noi e noi lo risoloveremo. Nel caso specifico, voi mandereste 4000 euro circa di merce in assitenza,
perdendo tempo e soldi nelle condizioni poc'anzi espresse, per un pezzo da pochi euro come l'alimentatore. Allora che fare?!
- Chiedere la sostituzione dell'alimentatore, del solo alimentatore senza inviare la macchina in assistenza e possibilmente provare il nuovo alimentatore, che
potrebbe avere lo stesso difetto, presso il rivenditore e non a casa. Dimostrare subito la persistenza del problema vi aiuta a portare il rivenditore dalla vostra
parte.
- Provare presso il rivenditore con un alimentatore compatibile (tipicamente quello della serie immediatamente precedente - vedi appresso) e far notare che il
problema non sussiste; questo vi pone al riparo dalla eventualità che vi si chieda di madare l'intera macchina in assistenza.
- Interessare Apple Italia in via ufficiale, possibilmente per iscritto e citando la pagina di Apple Discussions che trovate in bibliografia, ad evitare che
Apple disconosca l'esistenza del problema.
- Rifiutate comunque che la macchina vada in assistenza se avete potuto provare (ad esempio cambiando alimentatore o semplicemente scollegando la batteria e
lasciando la macchina funzionare senza in presenza di personale qualificato) che il vostro problema ricada in quello descritto e non sia di altra natura.
E' evidente, a questo punto, che l'affidarsi ad un rivenditore serio e coscenzioso e soprattutto tanto professionale da tenere in casa un po' di alimentatori per
permettere agli utenti di testare o risolvere il problema e gestire lui il rapporto con il distributore, è condizione necessaria e sufficiente.
Per finire: come distinguere gli alimentatori affetti da quelli non affetti dal problema in argomento? Visto che il Part No. è uguale su entrambi, potete
distinguere otticamente i due pezzi per la differenza del barilotto connettore che va attaccato alla macchina: Quello vecchio e non difettoso ha il barilotto color
titanio (Ag metallizzato), mentro quelli nuovi (ALCUNI dei quali difettosi) hanno lo stesso pezzo in policarbonato bianco, come vedete in figura.
Bibliografia & Link
- Apple Discussions Power adapter first yellow then goes OFF (EN)
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