ATTIVITÀ : Utilizzare : Sistemi Operativi : Mac OS Classic : Mac OS 9

Referente: Eugenio MORASSI, Nero BERRI

Mac OS 9

Mac OS 9 ha segnato un punto di non ritorno tra gli utenti, ed è stato un sistema che per la prima volta li ha obbligati a controllare la possibilità di utilizzare sul nuovo Mac OS le applicazioni acquistate in precedenza. Il motivo oggi lo abbiamo forte e chiaro, ma allora dire che il motivo era Carbon e le relative chiamate era quanto di più oscuro. In realtà mentre il 9 arrivava sulle nostre Scrivanie, il Mac OS X prendeva forma e, perché non fossimo costretti a buttare tutti gli applicativi in una volta, Mac OS 9 sarebbe stato il passaporto verso l'interoperabilità, e si sarebbe chiamato Classic, una emulazione o per i puristi un task all'interno di Mac OS X. Carbon significa che un'applicazione scritta secondo i suoi dettami (API) gira sia sotto Mac OS 9 che sotto Mac OS X, pur non essendo nativa in nessuno dei due ambienti; più esattamente è un'applicazione scritta ANCHE per Mac OS 9 che è già compatibile in avanti con Mac OS X prossimo venturo. Quelle applicazioni che si serebbero dovute aggiornare non erano appunto Carbon Compatibili. Se volete saperne di più, buona lettura. Il Mac OS 9 è stato ufficialmente dismesso il 7 maggio 2002 durante il Keynote di Steven P.Jobs al WWDC.

Indice

  1. Requisiti
  2. Installazione
  3. Supporto di Carbon in Mac OS 9
  4. Il documento System
  5. Update e upgrade necessari alle applicazioni
  6. Autoctoni e Native...
  7. Versions, Relases e FixLevels di Mac OS 9
  8. Mac OS 9.1
  9. Mac OS 9.1 e Apple Remote Access: un buco risolvibile
  10. Mac OS 9.1 e Server Recenti
  11. Mac OS : Errore -50
  12. Mac OS : Errore PEOF
  13. Niente DVD dopo l'upgrade a 9.1
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Requisiti

Mac OS 9 può essere installato su qualunque Macintosh PowerPC con almeno 32MBytes di RAM e 40MBytes di spazio su HDD per la memoria vrtuale, ovvero (meglio) su una macchina con 64MBytes di RAM. Mac OS 9 NON è supportato sui Mac Compatibili (Cloni), come UMAX, Motorola e PowerComputing, ma non è detto che non installi.
Sui Mac 6100, 7100 e 8100 l'installazione va effettuata partendo da CD (Riavviando tenendo il tasto C fino al comparire del Desktop). Per far partire un PowerMacintosh G3 (Silk) dal CD di installazione è necessario inserire il CD, spegnere il PC e riaccenderlo per poi tenere premuto il tasto C.

Apple ha dichiarato in un TIL (ora KBase) che il Mac OS 9 era il sitema consigliato per tutti i PowerPC e questo è stato vero per un lungo tempo, finché il Mac OS 9 ha avuto 1 nel numero di Relase (9.1). Il Mac OS 9.2 è stata una maintenance relase, ma ha introdotto dei criteri di compatibilità molto più stretti. Infatti Essendo stato rilasciato solo per migliorare il funzionamento dell'emulazione Classic in Mac OS X, ha gli stessi requisiti. Dunque il Mac OS 9.2.x si installa SOLO su macchine G3 o superiori, tagliando di fatto il cordone ombelicale ai 5x00, 7x00, 8x00 e 9x00, PowerPC si, ma G3 no.

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Installazione

Installer

L'installer di Mac OS 9 richiede che la macchina abbia almeno il system 7.1.2 per poter girare (l'installer è un programma ed ha i suoi requisiti), e le macchine con un sistema successivo al 7.5.1 DEVONO partire da CD (vedi sopra) per poter installare correttamente (qualcuno dice: a me istalla ugualmente; OK, per esperienza è meglio dar retta ad Apple!).

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Supporto di Carbon in Mac OS 9

CarbonLib Extension

Carbon è l'insieme delle API che devono essere utilizzate dai programmatori per garantire la compatibilità delle loro applicazioni con il Mac OS X; questa definizione è senz'altro esemplificativa, ma non scorretta.
Una applicazione scritta per Mac OS X, però, non gira sui Mac OS attuali. Ne segue la necessità di creare un cuscino tra i due ambienti per consentire un impatto morbido tra due mondi; questo cuscino è CarbonLib, una estensione, che intercetta la chiamate delle nuove applicazioni e le traduce in chiamate compensibili al Mac OS 9 (o successivo).
Carbon (Carbonio, l'elemento indispensabile alla vita, di Apple in questo caso) include API che 'mappano' (traducono) chiamate Mac OS X su circa il 70% delle API del Mac OS odierno.
Di seguito una breve panoramica sulle API Carbon (siamo alla 1.0.3, vedete in Cartella Sistema: Estensioni: CarbonLib la vostra versione e, nel caso aggiornate) presenti nel Mac OS 9.

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Carbon Control Manager

Il Carbon Control Manager introduce alcuni cambiamenti alla API Control Manager attuali, tra i quali:
Nuove le routines GetControlID e SetControlID, permettono di referenziare i Controls (i files aperti contemporaneamente, task per i puristi)) per ID.
Un nuovo modello di packaging per i files vede i Controls salvati come CFM Code Fragments, anzichè come risorse di codice a sè stanti.
Adesso è dunque possibile scrivere le definizioni dei Controls per supportare i menu contestuali, ed inoltre le proprietà dei Controls possono essere marcate come persistenti, quindi i dati del Control sopravvivono al suo 'appiattimento' (un termine Apple comprensibile per analogia con l'appiattimento delle buste del latte prima di buttarle).
Sono state aggiunte sei API che consentono ai Controls il supporto del drag-and-drop attivabile e disattivabile sia per il singolo Control sia per le finestre che rapprensentano Controls (un esempio? potete attivare il supporto per il d'n'd sulla finestra inattiva di Stuffit e negarlo in quelle del Finder per uno specifico file; un'altro? non potete fare il d'n'd dell'icona del Cestino in una finestra che non sia il Desktop!).

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Carbon Menu Manager

Il Menu Manager di Carbon introduce alcune novità rispetto alle attuali API del tradizionale Menu Manager APIs. Questi nuovi servizi includono:
I Menu sono adesso dati opachi;
Il Menu Apple (o Mela, quello alla estrema sinistra della barra dei menu :) viene gestito automaticamente (lo so, il vostro Mac lo fa già, ma stiamo parlando di Carbon!);
Sono state aggiunte nuove API per la definizione di Menu custom, una sorta di Mercutio MDEF nativa (per sapere cos'e' Mercutio, vedi qui.

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Carbon Printing Manager

Il Carbon Printing Manager porta seco un nuovo set di API che le applicazioni possono usare per la stampa, includendo, ma non limitatamente:
Nuove API per la gestione di qualunque fase del processo di stampa (formatura, descrizione, invio);
Settaggi di stampa con possibilità di customizzazione usando chiamate native e non scrivendone di (malfunzionanti o misfunzionanti) di propri. Ancora una volta, sì: il vostro Mac già lo fa, ma cominciate a pensare a Carbon come il traghetto verso un Linux di nome Mac OS X, che non avrebbe di suo nulla a che spartire col vostro Mac! Inoltre cominciate a pensare il vostro Mac OS 9 come una tappa della traversata, oltre che come l'ultimo Mac OS per il quale valga Inside Macintosh...

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Carbon Scrap Manager

Nuove API per la gestione della Clipboard che implementano i promised scrap data (dati promessi alla Clipboard), con la possibilità di riservarsi, da parte di un'applicazione Carbon(izzata) il diritto di passare in Clipboard i dati solo al momento opportuno (un esempio? Copy di 30 MBytes da PhotoShop e paste in Illustrator dopo aver 'quittato' (Cmd-Q) lo stesso PhotoShop; secondo il nuovo modello il Copy avverrebbe prima del Quit e non durante il lavoro con il programma (per non tenere impegnati 30 MBytes di RAM per nulla oppure prima di una Paste (Cmd-V) oppure alla chiusura del documento attuale (Cmd-W).

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Carbon Window Manager

Il Carbon Window Manager, oltre ad estendere le funzionalità dell'omologo attuale, introduce una serie di novità tra le quali spiccano le possibilità di customizzazione delle finestre in maniera nativa.

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CarbonLib 1.0.3

CarbonLib, avrete capito ormai, è il cuore del rapporto tra il Mac OS 9 e i suoi successori e, benché sia tanto strategica la sua presenza all'interno del progetto di migrazione verso le nuove tecnologie, è anche la presenza più fraintesa. Infatti sono in molti (anche tra gli stessi ARMs (Roam Members - i Membri del Roam)) a considerare CarbonLib la via attraverso la quale le attuali applicazioni potranno continuare a girare in Mac OS X, invece è il contrario! CarbonLib racchiude l'insieme di API Carbon che consentono già oggi alle applicazioni scritte sulle specifiche di Mac OS X di girare nell'attuale sistema Mac OS, fornendo il glue-code (codice di collegamento) tra le chiamate di nuova generazione (nuova, poi, cominciano per NS che sta per NextStep :-) e le attuali descritte in Inside Macintosh.
Pertanto le applicazioni 'carbonizzate' (é un termine orrendo, ma dovrete abituarvi) chiamano le loro interfacce e la CarbonLib intercetta le chiamate, traducendole nelle più tradizionali InterfaceLib e le altre chiamate basate su CFM.
ATTENZIONE: CarbonLib NON gira su sistemi precedenti al 9 e tutti i successivi Mac OS avranno una loro versione specifica o minima; ad esempio:
CarbonLib 1.0.3 non gira sul Mac OS 9 ma solo dal Mac OS 9.0.4.
Ne segue che se 'giocate' con le versioni del Mac OS rischiate di non vedervi caricare la CarbonLib a scapito delle applicazioni che ne richiedono la presenza come AppleWorks 6.

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Il documento System

System

Il documento System (lo trovate in Cartella Sistema) contiene il sistema operativo essenziale dei vostri Mac. Non confondetelo col Finder (l'interfaccia del vostro Mac). Il vostro System lavora sempre, anche con una partenza minimale con le Estensioni disabilitate (boot tenendo Shift - Maiuscole); le sue funzionalità vi sono completamente invisibili (rapporto tra le parti dell'Hardware, tra il Finder e le Mac OS ROM, ecc...). Il Mac OS 9 porta una serie di migliorie ed aggiunte alcune delle quali preludono all'ambiente X.

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ATSUI (Apple Type Services for Unicode Imaging) 1.2

L'Unicode è un formato di rapprentazione dei caratteri a 16bit che estende il concetto di set di caratteri (quello tradizionale ASCII a 8 bit prevede 256 simboli) ed include la codifica per grafi di ogni carattere (praticamente) utilizzato dall'uomo negli alfabeti conosciuti. L'implementazione di Apple della codifica Unicode passa sotto il nome di ATSUI. ATSUI è una estensione di QuickDraw e QuickDrawGX ed include non solo il supporto per Unicode, ma la codifica nativa del PostScript Tipo I, con i seguenti formati:

  • sfnt unimaster
  • sfnt multimaster
  • sfnt CID (primarily 2-byte)
  • LWFN + FOND unimaster
  • OCF (Original composite font for double-byte scripts)
  • naked CID

Nella versione 1.2 le necessità di memoria di ATSUI sono state notevolmente ridotte.

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Il Code Fragment Manager 68K (CFM-68K): dov'é?!

Il Code Fragment Manager 68K (CFM-68K) è l'implementazione del Code Fragment Manager per i processori 680x0 di Motorola. Il Mac OS 9 è il primo sistema che necessita di un PowerPC per essere eseguito, dunque non necessita di questa estensione. Una grossa mole di preprocessori (parti del CFM che preparano il codice delle appliczioni per l'esecuzione ottimizzando per il processore di destinazione, il 680x0 appunto) non sarebbe stata più usata e dunque è stata rimossa.

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Device Manager

Il Device Manager contiene le API per l'interfacciamento tra applicazioni ed i device drivers, tipicamente dei programmi che comunicano con particolari dispositivi che necessitano una descrizione verso la macchina per insufficienza della sola compatibilità elettrica (una piccola fetta dei dispositivi per Mac, comunque).
Le chiamate che hanno una variante asincrona (_Control, _Status, _Read, _Write) possono ora essere invocate in maniera sincrona dai task MP (MultiProcessing). Per testare la disponibilità di questa funzionalità gli sviluppatori possono usare il flag gestaltMPCallableAPIsAttr Gestalt e testarne il ritorno.

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Dialog Manager

Il Dialog Manager gestisce le interazioni tra utente e dialogs. Le nuove funzionalità includono (finalmente!) la possibilità per le applicazioni carbonizzate di editare singoli oggetti di una lista, funzionalità che queste applicazioni avevano perso vista l'impossibilità di spingere l'interazione con l'ambiente Mac OS (nello spacifico all' handle del ListItem) a questo grado di compatibilità prima d'ora.

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Drag Manager

Il Drag Manager gestisce il d'n'd tra finestre ed applicazioni. E' stata introdotta una nuova API che consente attivazione e disattivazione di vari comportamenti del DragManager in relazione a particolari esigenze di d'n'd, con lo stesso principio di customizzazione nativa vista per lo Scrap Manager.

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File Manager

Il File Manager è responsabile dei servizi di memorizzazione e recupero delle informazioni dai dischi. Le nuove funzionalità includono:
Introduzione della API per HFS+ e supporto per files con data fork di dimensioni maggiori di 2GBytes (con un limite teorico spostato a 263 Bytes) e supporto per nomi lunghi (non più solo 31 caratteri ":" escluso) formati da caratteri Unicode.
Poiché questa dei nomi lunghi è una delle domande più frequentemente rivolte, vediamo di chiarire una volte per tutte:
Il nome di un file, attualmente, è la prima cosa che si incontra nella data fork di un documento (vi ricordo che un documento ha due fork (forchette, ma immaginatele come due tessere di un puzzle con un lato in comune): la DataFork che rappresenta il contenuto di un file e la ResourceFork che ne rappresenta l'aspetto e le caratteristiche (aspetto: icona - caratteristiche: protetto, inited, visibile, ecc...)).
Questa caratteristica pone il FileSystem di Apple indietro di una manciata di anni rispetto agli altri, dove da parecchio è possibile assegnare nomi lunghi (ed illeggibili o puntati dopo una ventina di caratteri :-))))) ai files. Mac OS X sarà un Linux rivisto e corretto, fondamentalmente, e quindi avrà la possibilità di accettare nomi lunghi per i files. La migrazione verso questa caratteristica viene introdotta nel Mac OS 9 proprio in CarbonLib, che 'supporta' la terza Fork dei files: il nome!
Un file Carbon, dunque, avrebbe TRE fork. Questa NameFork (il nome è di fantasia, visto che non e' stato implementato) conterrebbe il nome esteso e potrebbe essere implementato da un Plug-in di terze parti. Il Finder 9.0 NON implementa questa caratteristica, ma la supporta il System, e dunque una INIT potrebbe estendere in questa direzione la caratteristiche di Mac OS.
Inoltre il massimo numero di files aperti contemporaneamente è stato portato a 8169.
Il File Manager di Mac è stato scritto prima che fossero introdotte le periferiche how-swap ed hot-plug (come USB e FireWire) e dunque non gestiva un errore specifico nel caso la comunicazione con una periferica sconnessa mentre contiene files aperti (ad esempio) o durante una copia. L'errore driverHardwareGoneErr (-503). descrive questa eventualità con un occhio di riguardo alle periferiche USB, mentre le FW dovrebbero poter contare sulla routine FWWaitForDeviceRePlug per spingere l'utente a riconnettere il dispositivo.

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File System Manager

L'astrazione dell'hardware dal sistema operativo, una precondizione indispensabile perché il Mac traghetti senza traumi nel terzo millennio (leggi Mac OS X) ha un fido alleato nel File System Manager, Foreign Dile Access Extensioncodice responsabile dell'interfacciamento tra il sistema e i file system sconosciuti (od ancora in attesa di nascita). Questo manager, quello che viene esteso dalla estensione con l'icona dei Foreign File Access che vedete qui, tanto per capirsi, installa, identifica ed interfaccia FS descritti in tempi successivi alla sua creazione attraverso specifiche API.
Inoltre è ora possibile testare lo stato (busy) di un file ed i privilegi ad esso assegnati, una caratteristica tristemente nota agli implementatori di AppleScript che vedono impuntarsi i propri script senza un perché (spesso è questo il perché!), essendo stati scritti, questi AppleScripts (a proposito, AppleScript identifica sia il linguaggio che uno specifico script, sia esso in testo, compilato od una applet), in Mac OS precedenti.

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Folder Manager

Avete notato che la cartella 'Pannello di controllo' fuori dalla Cartella Sistema perde l'icona? Di più, avete notato che la Cartella Sistema se chiamata in un qualunque altro modo la mantiene? Questo ed altro è il Folder Manager. Questo codice descrive proprio il modo in cui le 'cartelle speciali' vengono identificate e referenziate, rendendole indipendenti dal nome ed aiutando quindi la localizzazione del software di sistema. La principale novità introdotta nel Folder Manager è il supporto per la Multiutenza.
Altra caratteristica (che ricorda ed avvicina Mac OS a Unix e non a caso) è quella del legame bidirezionale tra cartella e alias (link in terminologia Unix), legame che finora era dall'alias verso la cartella; in altre parole adesso una cartella sa di avere un alias.

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Font Manager

Il numero dei font attivi contemporaneamente (cioè presenti nella cartella Font in Cartella Sistema) passa da 128 a 512.
Questa la novità sostanziale del FontManager di Mac OS 9, insieme ad una collezione di API che consentono una gestione dei font un po'alla 'ATM' di Adobe (nel merito il raggruppamento per forma e famiglia) e la centralizzazione delle font negli ambienti di lavoro distribuito (pensate ad una tipografia od una redazione). Sempre a proposito di font, date anche un occhio ai problemi che la risorsa 'vers' può creare alla loro visualizzazione in Mac OS 9 nella Q&A Text 14 riportata tra i link.

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Update e upgrade necessari alle applicazioni

Per i motivi che avete letto sin qui, vi sarà più chiaro il perchè molte applicazioni che hanno girato tranquillamente dal 6 fino all' 8.x, oggi non vadano più; per le nostre applicazioni sarà necessaria una riscrittura che sostituisca le chiamate Mac OS con le chiamate Carbon ovvero, se le avete prodotte con dei tools (come CodeWarrior) che vi mettono a disposizione un Framework environment (una collezione di librerie che vi consentano di non riscrivere quanto è già stato scritto da altri), basterà aggiornare le librerie e ricompilare.
Per le applicazioni altrui sarà necessario un update od un upgrade dal produttore.
Update e upgrade differiscono (la definizione è semplicistica ma non scorretta) perchè il primo aggiorna un software (e solitamente ne muta il Fix Relase Number (FRN), come 9.0.x --> 9.0.4) e consiste in un correttivo che non introduce novità, mentre il secondo (upgrade) è un innalzamento di relase (come 8.1 --> 8.5), modifica il Relase Number e porta fix e nuove caratteristiche.
Per la sola cronaca, un Major Release (o più sinteticamente una Version) Porta una cambiamento radicale nelle caratteristiche di un prodotto e ne cambia il Version Number (7 --> 8).
Ciò premesso, ecco una lista non esauriente delle applicazioni che devono essere patchate (leggi 'pecciate' dall'inglese 'to patch' - 'rattoppare', che significa indistintamente upgrade e update):

Applicazione

Versione minima

Dove

Adobe Type Manager (ATM)

4.5.2

Qui

Apple/ClarisWorks per Macb

5.0.4

Qui

Apple iTools

1.0

Qui

Eudora Pro

4.2x

Qui

Iomega Drivers

6.0.1

Qui

Microsoft Office 98 Mac Edition

98

Qui

Stuffit Deluxe

5.x

Qui

ATTENZIONE: se il link non vi porta direttamente alla patch è perchè la pagina dalla quale scaricare è generata 'al volo' da un DataBase oppure perchè espressamente vietato dal produttore linkare direttamente (spesso è richiesta la compilazione di un form) il file. La versione in dicata è la versione MINIMA, non la versione corrente. Vedi Versiontracker per il Mac OS 9 per una lista completa delle patch per il Mac OS 9.

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 Autoctoni e Native...

Avrete notato la ridondanza dell'uso della parola 'nativo' in questa pagina. Un motivo c'é. Apple si prepara al dieci (X) ed ha bisogno di due cose: consentire ai programmatori di disporre 'nativamente', appunto, di una serie di API che consantano loro ampi margini di movimento anche se, inizialmente, i frameworks a loro disposizione saranno prevedibilmente limitati a quelli che la stessa Apple fornirà.
Questo vuol dire: di strumenti di sviluppo e librerie di estensione di queste per Mac OS fino a 9 ce ne sono una infinità (pensate solo a CodeWarrior), per il X potrebbero non esserecene così tante e dunque Apple integra nelle sue il maggior numero di componenti possibili; perche? per far sentire il più possibile a proprio agio coloro che, in fine dei conti, sono quelli che decretano il successo di una piattaforma: i programmatori. Per far avvicinare ad un ambiente nuovo i tradizionali programmatori Linux e Unix. Per non concedere scusanti a coloro che non volessero portare su X le loro applicazioni. Uno.
Due, perché il Mac pullula di estensioni e controlli, alcuni dei quali prodotti da companies ed alcuni dei quali prodotti da studenti sedicenni, che ne estendono certamente la capacità ma ne costituiscono in definitiva il maggior motivo di instabilità. Sviluppare ed includere nativamente alcune funzionalità, significa avere il controllo della loro implementazione. Significa in altri termini avere il controllo sulle funzioni più delicate del sistema e sulla loro programmazione ed, in definitiva significa entrare nel business degli Unix con maggiore tranquillità, visto che si va in un mondo dove uptime e stabilità sono una realtà prima ed un vanto poi.
Insomma tra programmi autoctoni e API native, per i primi tempi varrà il detto "mogli e buoi..."

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Versions, Relases e FixLevels di Mac OS 9

Mac OS 9.0.4

L'ultima fix relase di Mac OS 9 è 9.0.4; l'update per tutte le lingue lo potete scaricare dal sito Apple Software Update ovvero, dopo aver fatto l'update alla 1.0.3 o successivo di 'Aggiornamento Software', direttamente da 'Pannello di Controllo'.
È necessario aggiornare il Mac OS 9 a 9.0.4 se volete utilizzare il Classic sotto Mac OS X PB.

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Mac OS 9.1

Il 9 gennaio 2001 a San Francisco (Macworld Expo) Steve Jobs (ma sarebbe meglio dire Apple Computer) ha annunciato due nuovi sistemi operativi: Mac OS X Relase e Mac OS 9.1. Sul primo non possiamo che aspettare il 24 marzo dello stesso anno e giudicare quanto le funzionalità e la stabilità siano effettivamente state implementate. Sul Mac OS 9.1, invece, possiamo per ora solo dire male. Il suo comportamento su macchine recenti è imprevedibile e per gli utenti di un PowerBook che non sia un G4 è vivamente sconsigliato l'update.

Applicazione

Versione minima

Dove

AppleShare IP

6.3.3

Qui

AppleWorks

6.0.4

Qui

Apple iTools

1.0

Qui

Eudora Pro

5.0.1

Qui

Iomega Drivers

6.0.1

Qui

Microsoft Office 98 Mac Edition

Patch

Qui

Stuffit Deluxe

6.O

Qui

ATTENZIONE: se il link non vi porta direttamente alla patch è perchè la pagina dalla quale scaricare è generata 'al volo' da un DataBase oppure perchè espressamente vietato dal produttore linkare direttamente (spesso è richiesta la compilazione di un form) il file. La versione in dicata è la versione MINIMA, non la versione corrente. Vedi Versiontracker per il Mac OS 9 per una lista completa delle patch per il Mac OS 9.

Cumunque i problemi riscontrati dagli ARMs sono, in sistesi:
Non vanno piu' le seguenti funzionalita':

  • Stampanti da scrivania (sparisce il menu)
  • Aladdin Magic Menu
  • Gestione Postazioni: non riconosce piy i settaggi di Remote Access (il motivo? Gestione postazioni non legge piu' nelle preferenze di RA, la risorsa che contiene la stringa relativa al settaggio, sotto il 9.1, e la "STR " viene riportata come "Non Disponibil^" (proprio con la tilde finale); per la cronaca la risorsa e' la #15455.

Infine alcune piccole scocciature:

  • Le cartelle del Menu Mela (Apple Menu) sono obbligatoriamente in inglese e vengono ricreate se cancellate; inoltre queste non controllano la presenza di spazi iniziali (per il posizionamento ordinato) nel proprio nome e quindi " Documenti Recenti" non viene riconosciuta e viene ricreata (in inglese) al reboot; idem per " Recent Documents" --> il problema non e' SOLO di localizzazione.
  • le "Preferenze Finder" non vengono riconosciute e quindi perdete tutte le impostazioni "non di default" delle viste.
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Mac OS 9.1 e Apple Remote Access: un buco risolvibile

Uno dei motivi di antipatia fra gli utenti ed il Mac OS 9.1, sia aggiornato da 9.0.4 sia installato ex-novo, è quello del malfunzionamento di Gestione Postazioni riguardo il modulo Remote Access, che pure ha proprio dalla sua il far funzionare ARA su macchine che hanno avuto problemi con sistemi dal 9.0 al 9.0.3. Crediamo di aver trovato un workaround (una soluzione funzionale ma 'empirica'), l'abbiamo sottomessa ad Apple attraverso il BugReport dell'ADC, e la riportiamo, ovviamente e volentieri, qui. Per coloro che non sapessero del problema o lo avessero riscontrato anche su altre macchine cdopo l'installazione del Mac OS 9.1 il fatto è questo:
Gestione Postazioni non riconosce le impostazioni di Remote Access e riporta erroneamente che queste sono sempre "default", rifiutandosi di salvare la postazioe (in editing) ovvero di attivare i relativi settaggi (se cambiate postazione sia da Controllo che da Striscia di controllo). Soluzione (attenzione e' un Workaraound, non una soluzione a monte):
Da una versione del sistema 9.0.4 italiano copiate il Modulo "Remote Access ALM" che trovate in

Modulo Remote Access

Cartella Sistema -> Estensioni -> Moduli Gestione Postazioni
nella stessa cartella del Mac OS 9.1.
il Modulo (quello della 9.0.4 e' in v.3.5, quello del 9.1 v.T-4.0) è responsabile dell'errore e questa operazione di downgrading risolve il problema.
Apple ci ha risposto, contrassegnando con un NDA la risposta, ma bug e workaround, per il momento sono confermati :-) (era: Se e quando Apple ci risponde ufficialmente, e se ci autorizzano, vi daremo anche la loro risposta) .

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Mac OS 9.1 e Server Recenti

Un altro buco sembra essere del Mac OS 9.1 ed invece è dell'update da 9.0.x a 9.1: l'alias di un server di rete nella cartella Server Recenti sotto il Menu Apple, non trova l'elemento e chiede di ripararlo. Purtroppo ad oggi l'unico modo di risolvere il problema (che ripetiamo è introdotto dall'update a 9.1 e non è una prerogativa del 9.1) è riformattare ed installare direttamente il Mac OS 9.1, che non soffre il problema. Naturalmente la soluzione è drastica e naturalmente se ne troveremeo una meno definitiva, sarete certamente informati. Non abbiamo sottomesso il bug ad Apple, perché non abbiamo ancora la riproducibilità che desideriamo per non far perdere tempo a nessuno.

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Mac OS : Errore -50

Gli errori sono dei problemi risolvibili, infatti vi vengono comunicati con una dialog (una finestra che richiede solo che voi confermiate l'averne preso visione con un tasto o cliccando). Se il sistema non è in grado nemmeno di comunicarvi l'errore che ha preso, si chiama crash (incidente, in italiano tecnico "s'è impallato"). Gli errori sono identificati da un numero, un codice e da una descrizione. Gli errori col segno meno davanti al numero sono errori di sistema. Quindi il "-50" è un errore di sistema. la sua spiegazione è:
paramErr, there was an error in the user parameter list, cioé la lista dei parametri (obbligatori) da passare ad una procedura di sistema contiene inesattezze.

Detta così... OK, il momento in cui più frequentemente si prende questo errore è quando si cerca di accedere ad un file. Infatti per leggere le preferenze di un programma (ad esempio) si legge un file. Se il file è corrotto (mancano parti, è su una zona disco rovinata, ecc., si prende un "-50". Soluzioni? Cancellare il file.

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Mac OS : Errore PEOF

Gli errori sono dei problemi risolvibili gratuitamente se riguardano il software perché si risolvono in genere reinstallando. Se l'errore è hardware (riguarda cioè una periferica od un dispositivo) la soluzione è gratuita solo se si tratta di risolvere una disconnessione. Negli altri casi c'è l'assistenza tecnica o la sostituzione. Un errore sulla PEOF (Phisical End Of File - Termine fisico del documento), in genere si risolve cancellando il file che prende l'errore, ma se il file che prende l'errore è il DesktopDB (la Scrivania) potreste non essere in grado di usare la macchina. Errore software dunque? Purtroppo non sempre.
Cominciamo a rispondere alla domanda cos'è la PEOF. Il TIL 16231 chiarisce che un file ha due dimensioni, che in condizioni normali NON coincidono: LEOF e PEOF, rispettivamente Logical End Of File e Phisical EOF, quindi la lunghezza logica e la lunghezza fisica del file dovrebbero NON coincidere.
Infatti la lunghezza logica del file è il suo contenuto espresso in bytes. Un file da 14.245 bytes (questo documento) contiene 14.245 bytes di logica, cioè di contenuto utile a noi umani (in qualche modo...), ma OCCUPA 16K su disco (PEOF) in virtù del fatto che l'allocazione di spazio su un disco avviene per blocchi, i quali vengono creati e numerati progressivamente dal centro del disco verso l'esterno secondo un andamento a spirale durante la formattazione. A seconda del tipo di FileSystem scelto (HFS, HFS+ o UFS sul Mac) la dimensione del blocco è diversa.
Tanto per complicarvi la vita diremo anche che sui vecchi FileSystem come HFS, il blocco era di 32 KBytes, mentre è sceso a 8 KBytes con l'HFS Plus.
Ecchissene?!
Insomma, in realtà tenete presente che un blocco di 32K produce dei mostri che riempiono il disco di vuoto! Come? Presto detto: un file da 2 KBytes occupa un blocco; se il blocco è da 8K avrò sprecato 6K di disco, ma se il blocco è da 32, ne ho sprecati TRENTA! Se ho mille files da 2K spreco TRENTA MEGABYTES di disco e... Indovinate la grandezza media di un file di preferenze.
Ora che abbiamo chiarito il significato di LEOF (contenuto) e PEOF (contenitore), torniamo a noi. Un errore sulla PEOF significa che la PEOF è minore della LEOF cioè che la scatola per le nostre scarpe 42 è per scarpe da 35. Questo accade tipicamente quando il disco si logora con l'uso, cioé accade che un blocco venga marcato come difettoso perché appartiene ad un settore (N blocchi contigui) marcato come difettoso dalla formattazione (nulla di grave non lo useremo mai) o da una tentata operazione di lettura/scrittura (dolore!). Se c'era un pezzo del nostro file in quel blocco, il LEOF scritto nella File Allocation Table (Indice del Disco o Tabella di Allocazione dei Files o FAT) non cambia, ma la PEOF purtroppo si e non corrisponde più a quanto scritto nella FAT.
Chiaraiamoci. Un errore di blocco avviene qualche centinaio di volte al mese, ma i dischi (ed i sistemi operativi) lo prevengono con un sistema di diagnosi e statistica predittiva implementato nel firmware del disco o nel software di sistema, per cui un settore che da problemi risolvibili viene copiato altrove nel disco e marcato come difettoso; quindi vengono aggiornati i puntatori nella FAT e voi non vi accorgete di nulla. L'Errore PEOF, invece significa che c'è una anomalia e che il sistema di sicurezza del disco non ha funzionato. Quindi il problema potrebbe essere prorpio del disco (il supporto, intendo), che si degrada in una maniera troppo pesante perché il meccanismo descritto sia efficace. Siccome Disk First Aid in genere nulla può contro questo evento malaugurato, il consiglio è: cancellare il file incriminato, se prendete l'errore su di uno specifico file, ovvero backup dei dati da salvare e riformattare il disco per piallare i settori difettosi o marcarli definitivamente. Potreste, purtroppo, anche incorrere nel caso che il disco non sia nemmeno più riformattabile, nemmeno uno che, dopo aver preso un PEOF Err, continua (sembra) beatamente a girare e far partire il sistema. In questo caso, sappiate, che un giorno (non molto lontano) non funzionerà più; quindi fate un salto dal vostro negoziante di fiducia, magari scelto tra quelli di Vantaggi.

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Niente DVD dopo l'upgrade a 9.1

Accidenti a lui, al 9.1, tra i casini della fretta con cui doveva essere pronto, c'è il fatto che qualche distratto ha incluso nel package il sofware per le macchine con DVD nella sua versione 2.2, cioé la stessa del 9.0, non più utilizzabile dopo l'upgrade. Il problema dev'essere molto noto in Apple, che ha mandato un TIL sui server quasi contemporaneamente al 9.1 sugli FTP. Su ASU (Apple Software Update) trovate la versione 2.4 che viene anche proposta al primo uso del controllo "Aggiornamento Software". questa versione risolve anche (insieme al FirmWare update 4.1.7 o successivi) il problema della riproduzione sincopata dei DVD.

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Bibliografia & Link

  1. Apple Computer Inc. TechNote 1176 Mac OS 9 - Revision 5: Mac OS 9.0.4 e CarbonLib 1.0.4 (EN) [PDF].
  2. Apple Computer Inc. TechNote 2010 Mac OS 9.1 - Revision 1 (EN) [PDF].
  3. Apple Computer Inc. TIL 60471 - Mac OS 9: Multiple Users - Panels Users Cannot Create Desktop Printers (EN).
  4. Apple Computer Inc. TIL 16231 - Disk First Aid: Invalid PEOF Errors (EN).
  5. Apple Computer Inc. ASU 11673 - CarbonLib 1.0.4 (EN).

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Commenti e consigli

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