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ATTIVITÀ : Utilizzare : Software : Integrati e Produttività : AppleWorks
AppleWorks
Recentemente aggiornato alla versione 6.2.9, cosa che fa ben sperare per la sua sopravvivenza al proliferare delle specializzate (e spesso ottime) iApps, lo trovate gratis nei nuovi Mac di fascia domestica, o lo
comprate ad una cifra ridicola su AppleStore. La versione 6 funziona sia con il Mac OS 9.x che con il Mac OS X (è interamente carbonizzato), ha qualche problema superabile ed è uno di quegli ingredienti
del Mac che una volta scoperti producono dipendenza...
Indice
- Gratis, ma senza manuali?!
- Alternativo e compatibile?
- Aiuto, Word ed Excel, Salvate(mi)!
- Un algoritmo per la soluzione di (questi) problemi
- AppleWorks come Digital Hub delle iApps?
- Bibliografia & Link
- Copyright e Licenza
Gratis, ma senza manuali?!
AppleWorks 6 non ha un manuale in PDF e men che mai un manuale cartaceo. Anche per la versione 'Boxed' (inscatolata, cioé acquistata a parte e non quella trovata nei Mac nuovi) il manuale è poco
più che che un 'Getting Started'. Il vero manuale di appleWorks è un paio di giorni di uso e l'ottimo Help html che viene installato al momento dell'installazione del programma e può essere richiamato
con CMD - ?.Quindi, se avete la tastiera estesa o la Pro basta la pressione del tasto <Aiuto>.
Questo è talmente vero che nella pagina a lui dedicata da Apple (http://www.apple.com/appleworks/extras.html) l'AWUG (AppleWorks UserGroup) offre, oltre ai propri
uilissimi servizi, una pubblicazione dal titolo: AppleWorks 6: The Missing Manual!
Alternativo e compatibile?
AppleWorks 6 ha un nome che evoca un pacchetto storico per Mac ed uno per Windows. Il primo era appunto MacOffice ed era un integrato con scrittura testi, grafica e
archivio (molto HyperCard somigliante); il secondo era il fratello povero di MS Office e della stessa casa, ma veniva regalato con Windows 3.x. Beh, anche AppleWorks
viene regalato (sulle macchine di fascia bassa) insieme al Mac, ma non è il fratello povero di nessuno e non pone alcuna limitazione all'utente medio e medio
alto di wordprocessing, spreadsheet, database, grafica vettoriale (quella pittorica è invece parecchio scarsa...). Inoltre quando fu presentato la
comunità Mac insorse contro Cupertino allorché si apprese che le vecchie Claris Extensions (prime tra i Translators condivisi tra tutte le applicazioni
Claris) non funzionavano più con AW6. Ne seguì una veloce relase (6.0.3) con qualche pezza che consentiva di salvare e leggere in HTML e RTF (Riche Text
format - un formato di interscambio di marca Microsoft). Ira ed insoddisfazione si placarono solo con l'annuncio contestuale del Mac OS 9, di AppleWorks 6.0.4 Updater
e di Maclink Plus Translators V.12.

Quest'ultimo, come al solito incredibilmente malfunzionante come applicazione e con un concetto vecchio di decenni come quello delle droplet dedicate ad una specifica
traduzione e, tanto per non dimenticare, con una interfccia spesso incomprensibile, ha però il merito indiscusso di sostituire ed aumentare esponenzialmente le
Claris Extensions; questo si traduce in un menu Registra con Nome che nei prodotti compatibili con le nuove interapplication communications
(come il nostro e MacLink appunto) contiene ben 56 voci ed ogni formato possibile ed immaginabile.
Grazie alle ottime funzionalità con le quali si presenta già fuori dalla scatola (Elaboratore di testi, Foglio elettronico e Presentazione non hanno
nulla da invidiare ad Office per la quasi totalità degli utenti) e grazie all'aiuto di MacLink, con poco più di 300.000 Lit. (150 euro) se dobbiamo
comprare tutto (meno della metà altrimenti) abbiamo piena compatibilità e libertà da Office.
La situazione paradossale di malfunzionamenti ed incompatibilità è tornata di gran moda con l'introduzione di AppleWorks 6.2 e MacLink Plus Deluxe 13.002
(non ne sono mai state rilasciate versioni precedenti, forse la 13.0 e la .001 sono morte in fabbrica). Dopo una sessantina di ore (di cui trentasei consecutive)
abbiamo risolto buona parte di questi nuovi problemi e la soluzione la leggete nel prossimo paragrafo.
Aiuto, Word ed Excel, Salvate(mi)!
Succede questo: Un'applicazione di Office 2001:Mac (in genere Excel e Word) NON salva un file. Sia esso Nuovo, Aperto e modificato o Salvato con Nome o Salvato
Come Web Page. Il prodotto sembra semplicemente IGNORARE IL COMANDO. Con il Save As... NON da nemmeno la dialog! Al Quit (od al
Close) poi chiede "Vuoi Salvare"? Ed ancora una volta IGNORA la risposta. Il problema si manifesta dopo l'installazione di AppleWorks 6.2 Retail
(quella comprata ex-novo, in scatola). La soluzione è la seguente: Dopo aver installato Officed 2001:Mac ed AppleWorks 6.2, riavviate. SE Word ed Excel
NON salvano:
- Chiudete TUTTE le applicazioni;
- ResEdit, aprite OGNI disco interno o partizione;
- Rendete visibili Desktop, Destop DB e Desktop DF;
- Cancellateli;
- Riavviate.
La macchina ricostruisce DA SOLA (senza tenere Cmd-Alt) le scrivanie dei dischi citati.Poi funziona. tutto qui? No. Infatti il problema si ripresenta
ogni qual volta ricostuite la scrivania con il "metodo tradizionale", cioé riavviando tenendo Cmd-Alt fino alla domanta "Sei sicuro di vole ricostruire la
scrivania di "Macintosh HD"?". In questo caso sarà necessario ripetere le operazioni su elencate, ma SOLO sul Disco di Avvio, cioé quello
contenente la Cartella Sistema dalla quale siete partiti (vi ricordo che dal Mac OS 9.1 è possibile scegliere non solo il disco dal quale partire, ma anche la
singola Cartella Sistema).
Questo fatto, quello della ricostruzione della Scrivania che peggiora le cose, è stato in realtà il campanello d'allarme che mi ha portato alla
soluzione. Ora, non pretendo che il metodo di risoluzione dei problemi di questo tipo abbia un diagramma di flusso, ma certamente può essere utile
raccontare dell'algoritmo che un utente un po' smailiziato mette in atto per cercare di risolvere un problema.
Un algoritmo per la soluzione di (questi) problemi
Il caso migliore e' quello in cui un'applicazione non funziona più a nessuno dopo un certo evento. Chessò, prendete ClarisWorks 5.0 dopo l'installazione
del Mac OS 9.0. Apple dice: scaricate la patch che porta ClarisWorks a diventare AppleWorks 5.0.4. Quindi in questo caso un "problema noto" con una "soluzione
nota". Ora, non starò qui a spiegare come uno dei motivi basilari che aggregano uno UserGroup sia proprio quello di portare a conoscenza di persone
interessate un problema. In questo modo si ha subito il polso della situazione: quanti semo? tutti con questo problema? o sono io? Noi, ad esempio abbiamo il SIG
Aiutarsi, come catalizzatore di questo tipo di rapporto: io scrivo, il messaggio è per tutti e fa da un lato ATTIVITÀ (bagaglio culturale, so che in certe condizioni
esiste il problema) e da un lato permette a ciascuno di interrogarsi: può o sta per succedere anche a me? Vi dovrebbe essere chiaro a questo punto che il
primo passo dell'algoritmo è:
1) quanto è riproducibile il problema?
Se siamo molti ad averlo, probailmente siamo molti a cercare la soluzione e siamo molti a rompere l'anima al produttore perché cerchi anch'egli di porvi
rimedio. Che siamo molti, però bisogna saperlo! Ci vorrebbe uno UserGroup, più che un guru che risolve, colpisce e sparisce volando dalla finestra.
Posto che il problema ce lo abbiamo tutti, aspettiamo con fiducia una patch dai produttori degli oggetto incriminati. Ma se il problema ce l'ho solo io? Aspetto? posso
stare senza la funzionalità incriminata fino a che non passi il cadavere del nemico sul fiume? E posto invece che il problema ce lo abbiamo in tanti, ed io
voglia provare a risolverlo, come faccio? Secondo passo:
2) cercare di arrivare (tracciando o scrivendo tutto) ad una condizione in cui il problema compare.
Il nostro caso è sicuramente tra i più complessi. Infatti dopo aver installato AppleWorks 6.2 Office 2001 perde funzionalità. Succede a tutti
coloro che installano AW6.2? Sembrerebbe di no. Anzi, su Apple - Discussions: AppleWorks, il mio
messaggio resta senza risposta. Allora Faccio così: backup di una partizione di disco su CD-Rom (non su CD-RW, scuserete lo scetticismo...) e formattazione.
Installo il Mac OS 9.2.1 ex novo e Office 2001:Mac. Tutto OK! Scrivo tutto quello che faccio sulla partizione; poi, prendo wIP dal SIG Software di Roam (lo specifico per distinguere da SIGSoftware Inc.), che
è fornito con i sorgenti, e ne modifico una copia in questo modo: NON gli faccio percorrere l'albero del disco per disporre le finestre, ma per COLORARE
(assegnare una classe a) tutto quel che c'è. Questo lo si ottiene così: aggiungo la riga
-- +------------------------------------------------------------------------------+
-- | Procedura PPlaceWindow di disposizione delle finestre zoomate delle cartelle |
-- +------------------------------------------------------------------------------+
on PPlaceInnerWindow(VRootFolder, VRootfolderUpperLeftCornerX, VRootfolderUpperLeftCornerY, ¬
VNestingLevel, VDesktopWidth, VDesktopHeight)
tell application "Finder"
set label index of every item in VRootFolder to 4 -- tutti gli elementi della cartella in Azzurro
set VInnerFolderContent to every folder of VRootFolder -- assegna ad una variabile il contenuto della radice
repeat with VAFolder in VInnerFolderContent -- per tutte le cartelle contenute dalla cartella radice ...
in questo punto del codice di wIP, tenendo presente che l'indice che vedete richiamato è un numero da 0 a 7 dove 0 è Nessuna classe e 1-7 sono quelle che
vedete comparire nel rispettivo menù contestuale del Finder. Scegliete (io ho scelto "Azzurro" quindi il TERZO dall'alto escusa la voce "Nessuno"). Lanciate
wIP così modificato sul disco (o partizione) su cui avete installato solo Office e Sistema. Avrete colorato TUTTI gli elementi del disco di azzurro. Da
questo momento facciamo così (ricordatevi di scrivere, scrivere, scrivere sempre tutto quello che fate): Installiamo un'altra applicazione, proviamo a testare
la funzionalità del prodotto che crea problemi (nel nostro caso Office). Se va tutto bene rilanciamo wIP modificato e coloriamo tutto ancora; in questo modo
potremmo distinguere i file dell'installazione dell'ultimo prodotto da tutti quelli precedentemente installati e che NON CREAVANO PROBLEMI. Se invece qualcosa non
va, abbia DUE indizi. Primo, posso supporre che l'ultima installazione abbia creato il problema; Secondo posso passare al TERZO passo dell'algoritmo.
3) tracciare le cause del problema.
Come si fa è presto detto. Aprite Sherlock (Cmd-F o Mela-F) e chiedete tutti i files di quel volume o partizione la cui classe sia "Nessuna". I risultato
saranno ovviamente quello che l'ultima installazione ha messo nel disco. Spesso gli utenrti esperti già fiutano tra questi risultati la probabile causa del
problema, ma a questo punto facciamo così: fingiamoci inetti e seguitiamo per passi. E' piuttosto semplice riconoscere (sempre attarverso Sherlock od il
FInd di Sistema visto che questo algoritmo va bene dal System 7 in poi ;)) il posto in cui questi files
sono stati messi e QUINDI la loro tipologia. Saranno probabilemnte Estensioni, Controlli e Documenti di supporto (quelli in
Cartella Sistema -->"Supporto Applicazioni") ad attirare la nostra attenzione. Il quarto passo è:
4) eliminare prograssivamente le presunte cause del problema per riportare il sistema all'equilibrio.
Quindi faremo così: togliamo tutte le estensioni tra i documenti trovati da Sherlock e riavviamo. Se il problema è risolto andiamo al Passo 5,
sennò eliminiamo un'altra categoria di documenti (ad esempio i Controlli) e riavviamo e così via fino ad elimlinare TUTTA l'ultima installazione e
scrivendo sempre tutto! A questo punto due possibilità: Tutto a posto con l'ultima cancellazione o tutto come prima. Nel primo caso abbiamo individuato CON
CERTEZZA IL PROBLEMA non la soluzione. Nel secondo caso, riflettiamo un po'.
5) tentare di risolvere il problema.
Presumiamo che cancellare l'ultimo documento dell'installazione incriminata abbia fatto sparire il problema. Risolto? Nossignore. Se l'installer ha messo quel
documento li, può essere vitale per la sua applicazione. La domanda allora è: è INDISPENSABILE questo (questi, potrebbero essere molti) file per
la sua applicazione. Se la risposta è si domandiamoci allora: è indispensabile questa applicazione per noi? Perché, vedete, in questo caso questo
disco è troppo piccolo per tutte e due (l'applicazione stronza e quella danneggiata). Se invece la risposta alla domanda "è INDISPENSABILE questo
(questi, potrebbero essere molti) file per la sua applicazione?" è no, cancellarlo (i) RISOLVE il problema! Dunque una soluzione politica (quale
applicazione tenere) ed una tecnica (servono i files incriminati o no). Supponiamo invece che la cancelazione dell'ultimo file tra quelli sospetti NON ABBIA
RISOLTO, che poi é il caso di AppleWorks ed Office 2001:Mac. La soluzione è RIFLETTERE. e dopo averla trovata è poi la soluzione più
semplice tra quelle possibili. Vediamo. Cosa comporta l'installazione di una applicazione qualunque sotto Mac OS Classic (fino a 9.x insomma NON Mac OS X)? L'aggiunta di files all'HardDisk ospitante.
Ora, alcuni di essi hanno una funzione specifica ed una posizione particolare, tipo i controlli, le estensioni, ecc. Altri, hanno una
funzione specifica ma non si vedono, come le icone. Attenzione, lungi da fdire che le icone non si vedono, dico che il file dell'icona non è
normalmente visibile. e se una cosa non è visibile coma la si cancella? solo buttando il suo contenitore, tipo la cartella che lo contiene. Alcuni programmi
(NON AppleWorks, né Office tanto per essere chiari) usano poi FINTE icone che contengono la registrazione. Alcunio sistemi erano tolleranti in passato, oggi
un'icona deve'essere un icona! E tutte queste icone sono associate al loro proprietario attraverso una tabella a tre colonne (logicamente, non fisicamente) che
è il Destop DB, quello che inconsciamente RICOSTRUIAMO quando Ricostruiamo la Scrivania del Mac. Questa associazione, asseconda ogni nuova
installazione in maniera quasi inavvertibile ed aggiunge "righe" al Desktop DB. Ma a volte questa aggiunta, anziché giovare, incasina ancora di
più le idee al Sistem che comincia a non capire cosa vogliano le applicazioni da lui. Inoltre quando i files nel disco (nei dischi) cominciano ad
essere nell'ordine dei treta/quaranta mila (ad esempio CodeWarrior 6 installa circa 12500 files da solo), la ricostruzione della Scrivania ottenuta con la solita
combinazione all'Avvio, diventa INAFFIDABILE. A questo punto non resta che FORZARE il sistema ad una ricostruzione non conservativa, CANCELLANDO a mano (con
ResEdit li si è resi visibili) tutti i files che contengono "Desktop" nel nome e sono invisibili su ogni disco: al massimo sono tre, e li trovate citati in
questa pagina. E questo si che risolve, percheé salva le applicazioni intere (senza menomazioni o cancellazioni) e le costringe ad andare finalmente
d'accordo. Con noi, soprattutto.
Io il grosso dei problemi li risolvo così e lo consiglio, ma se ne avete di migliori (e non ditemi Extension Overload, che in questi casi NULLA PUÒ)
benvenuti su queste pagine.
AppleWorks come Digital Hub delle iApps?
Le iApps sono diventate il tormentone del biennio u.s., e della cartella Library di Mac OS X che ne contiene una omonima vuota, ma un fatto è certo:
Applicazione | scopo | strategia |
iMovie | Video (produzione) | DigitalHub |
iDVD | Video ([ri]produzione) | DigitalHub |
iPhoto | Fotografia (collezione) | DigitalHub |
iTunes | Audio (riproduzione) | DigitalHub |
GarageBand | Audio (produzione) | DigitalHub |
iSync | Produttività personale | DigitalHub |
iCal | Produttività personale | DigitalHub |
.Mac | Web e Produttività personale | DigitalHub |
Safari | Web (navigazione) | DigitalHub |
AppleWorks | Produttività personale | ?! |
Voglio dire che continuare ad insistere nello spacciare la strategia Apple per quella in cui iApps = "DigitalHub" ha un po' le applicazioni contate e perfino iCal già è fuori con l'accuso. Resta il
mistero AppleWorks per il SOHO e la produttività personale per i quali è eccezzionale (chessò "iWorks"?!), ma tutto intorno a lui tace. Invece sembra perfetto per fare da "Digital Hub" a tutte le
altre applicazioni, Web compreso (Safari) e .Mac incluso. Che ne pensate? (la form a fondo pagina di Commenti e consigli è a vostra disposizioni per commenti in merito)
Bibliografia & Link
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